mercoledì 6 giugno 2007

ogni famiglia è psicotica


mentre in italì la famiglia è un'entità da difendere da non meglio precisati attacchi, nel cinema indipendente americano è un soggetto da bistrattare e ridicolizzare in tutta la sua assurdità e (diciamolo) follia.
Ora, fare una filmografia dei film che mostrano una famiglia ontologicamente folle nei suoi componenti e organizzazioni sarebbe un lavoro tropo grande.
per ora meglio raccontare brevemente un film come The Squid and The Whale di Noah Baumbach che io conoscevo solo per essere lo sceneggiatore del memorabile The Life Aquatic With Steve Zissou.
La storia parla di una famiglia "intellettuale" in crisi, con due figli di diversa età che affrontano diversi problemi tra cui quello enorme della separazione dei genitori con la conseguente spartizione della loro vita in due case, due strade ecc..

il film ha evidenti e lampanti connotazioni wes anderseniane (???!!), e questo lo avrei detto indipendentemente dal fatto che il film stesso è prodotto da wes anderson. infatti non sopporto i giudizi su un film che vanno ad evidenziare l'influenza del più famoso produttore di turno (ricordo romance&sigarettes di turturro prodotto dai coen...e tutti a dire film coeniano, quando di coeniano ha poco o nulla, ma cmq) ma in questo caso la cosa è talmente lampante ed evidente che non si può non notare.
c'è lo stesso umorismo "sottotono", lo stesso distacco ironico, la stessa ricerca di personaggi al di fuori dal tempo (qui siamo nei tardi '70) e cmq assolutamente riconoscibili e caratterizzati: lo scrittore fallito, il prof, il maestro di tennis, il ragazzino con comportamenti (e vizi) d'adulto.
c'è persino un gioco musicale molto sottile sulla musica dei pink floyd che per certi versi rimanda al bowie in portoghese di zossou..
quello che manca è il genio..l'assuoluta inventiva visiva di anderson, la ricerca dell'immagine giusta, del momento isolato dalla narrazione.

grandi personaggi, belle e divertenti situazioni, alcune trovatone ecc..ecc..manca solo la scintilla per fargli fare il salto di qualità.
rimane un bel film
incompiuto.

vado oltre?
ma nooo.

1 commento:

leda ha detto...

E’ vero che questo film ricorda forse troppo quelli di Anderson, ma è altrettanto vero, come scrivevo nelle recensione dello stesso un po’ di tempo fa, che Baumbach ha scritto la sceneggiatura di Le avventure acquatiche di Steve Zizou e che lavora con il regista fin dall’inizio della sua carriera: è dunque quasi inevitabile che la produzione dei due vada a combaciare sensibilmente. Alla fine è difficile stabilire, rispetto alle storie e al modo di raccontarle al cinema, quanto effettivamente ci sia dello sceneggiatore nel film di un certo regista che ha co-sceneggiato la trama e quanto di Anderson nel film di Baumbach. Certo è vero che lo scrittore non è un regista e che dunque Il calamaro e la balena pecca in regia, ma alla fine il suo film mi è piaciuto molto e mi è parso comunque diverso, potenzialmente molto più serio e drammatico (ma non più bello e riuscito, semplicemente differente) da quelli di Anderson.