martedì 24 aprile 2007

Un film da 2 (o da 3, vedete voi)




Cribbio che porcheria.
E dire che ero predisposto come un uovo di fronte al tegame.
Sto al 23 di Via di Porta Soprana, il mio CAP è 16123, sono nato nel 1976 (1+9+7+6...), il mio cellulare finisce con le cifre 2 e 3 e sommandole tutte e dieci si ottiene 32. Infine, quando all'intervallo si sono accese le luci, ho guardato l'orologio ed erano le 23:23 (giurin giurello giurato).
Nulla di quanto ho visto in sala, tuttavia, è interessante quanto quel che vi ho già detto. Tutto dire...

The number 23 è un thriller parapsicologico che mima la struttura ormai logora di classici della suspance come (OKKIO SPOILER) I soliti sospetti e Memento, attraverso una diegesi che fa acqua da tutte le parti - incongruenze e forzature non si contano - e una sceneggiatura da burla. Il guaio è che ormai i serial americani li conosciamo un po' tutti, e anche trascurando quelli scritti male (tanto per dire, 24: fumo a non finire e arrosto zero), una puntata a caso di Six Feet Under o Nip/Tuck fa impallidire per imbarazzo di fronte alle approssimazioni psicologiche e alle ingiustificate, frettolose scene madri di questa ennesima porcheria di Joel Schumacher.

Robaccia fuori tempo: il regista americano, trai i peggiori viventi, ha 68 anni ma ne dimostra 103, e gira come se non avesse visto un film uno negli ultimi 10 anni.
A questo punto bisognerebbe impedirgli di nuocere.

1 commento:

delu ha detto...

Proprio di questo film ha parlato un mio amico, e il suo commento è stata una lunga sequenza di bestemmie. :)