martedì 27 marzo 2007

Eran 300



O viandante, annuncia agli Spartani che qui noi giacciam per aver obbedito alle loro parole

(Simonide)




Ok, applicare categorie etiche e metri d'analisi sociale a popoli vissuti 2500 anni fa è esercizio futile e un po' idiota. Tanto più lo è farlo a partire da una graphic novel visionaria e parossistica come quella di Frank Miller.

Quindi, ok di nuovo, gli spartani massacravano i neonati gracili, crescevano i loro figli a frustate e inquadravano la propria identità sulla base di ideali come la gloria e l'onore che oggi suonano quanto meno ambigui: ma ugualmente di questo possiamo prendere atto e tacere.

In fondo gli Spartani, alle Termopili, difendevano il loro territorio e la loro cultura da un tiranno invasore.
E tuttavia.

Il film di Zack Snyder, in modo non dissimile a quanto accadde con Sin City ma certo più smaccato, agisce sul nostro di contesto sociale e politico, non potrebbe essere altrimenti, e lo fa con una sfacciata (ed è questo l'aspetto più allarmante, il fatto che l'abito del fumetto consenta una tale sfacciataggine) carica reazionaria. E gli esiti emotivi che ne derivano, non nascondiamoci dietro uno spillo di placido snobismo, non sono affatto irrilevanti.

Tanto per dire, durante la proiezione cui ho assistito ieri sera, un indigeno genovese e un forestiero africano, nelle ultime file, sono venuti alle mani, in piena proiezione e in mezzo alla sala.
Difendere le proprie tradizioni fino alla morte dall'avanzata del Diverso, dello Straniero. Erigere, ciascuno per sè e dentro di sè, un monumento interiore alla propria forza d'urto. Rifiutare con spregio il dialogo di fronte alla minaccia.

Tanto per dire ancora, sempre durante la proiezione, certa gente in sala ululava fiera al modo dei soldati spartani. E non fatico a immaginare squadre di ultrà che si affrontano, spranghe e bandiere in mano, al grido di furore degli uomini di Leonida.

Detto tutto questo, 300 è un film visivamente sontuoso che si beve in un lampo e con sommo godimento. Ma solletica, e lo fa benissimo, tutti gli istinti meno consigliabili.



7 commenti:

baskjev ha detto...

dovevo andare a vederlo la settimana scorsa.
ma nell'unico cinema di cork (un multisala), proprio quella copia ha preso fuoco..
e, come se non bastasse, è scoppiato un piccolo incendio che ha fatto chiudere il cinema per un mese "per motivi di sicurezza"..
cmq, ne ho sentito parlare abb. maluccio, e generalmente non è il genere di film che mi piacciono (non sopporto i film in costume...no.nemmeno spartacus)
ma cmq, vederlo me lo sarei anche visto.

Fra ha detto...

Io lo vado a vedere stasera. Premetto che adoro i film fascistoni (in particolare Alba Rossa di Milius, e chi ha orecchie per intendere intenda), e che dopo aver visto un film gay che fa diventare omofobi (Saturno Contro. Mi scuso. E' che vivo in provincia e non fanno un cazzo. Davvero) non vedo l'ora di vederne uno talmente omofobo da diventare ambiguo (lo immagino come l'acciaieria dei simpson in cui volano frasi come "Non mi fido di una cosa che sanguina sette giorni e poi non muore").
Dispiace solo che lo vedrò in un cinema dell'arci, quindi non potrò godere di scontri tra africani e concittadini.

delu ha detto...

Io vado a vederlo mercoledì. In Germania. In lingua originale.
Chissà se ci saranno manifestazioni naziste all'entrata del cinema...

delu ha detto...

Oh, visto ieri sera. Premetto che non ho mai letto il fumetto e che, prima che si cominciasse a parlare del film, non ne sapevo neanche che esistesse.
Delusione iniziale: niente picchetti neonazisti davanti al cinema prima dell'inizio della proiezione.

Ora, vi dirò, a me il film ha annoiato abbastanza. Scene di combattimento piuttosto piacevoli, lo concedo, ma il resto sa tutto pesantemente di già detto e già visto. E poco inporta se sia imbellettato da un impatto visivo di tutto rispetto. Non bastano delle frasi a effetto di tanto in tanto per reggere due ore di spettacolo. Nota d'onore per Faramir in versione rauca e incazzata: veramente insopportabile.

Di politico non ci ho visto veramente un cazzo. E dire che a un certo punto, vista la noia che mi attanagliava, mi sono persino messo a cercare qualcosa che giustificasse quanto detto su questo film. Speravo che Leonida desse del negro frocio di merda a Serse, o che l'urlo di battaglia degli spartani fosse "Musulmani bastardi vi faremo a pezzi", ma no, niente di tutto questo. È un film che narra una vicenda storica che, volenti o nolenti, vedeva dei bianchi opposti a degli medio-orientali e davvero, volerci ricamare sopra chissà quali significati politici mi sembra davvero assurdo.

delu ha detto...

Ah, se non si fosse capito, il film non lo consiglio per niente. Secondo me non ne vale pena.

leda ha detto...

Ok, l’ho visto anche io!! E dico subito che mi ha stupita quanto anche questo sia incredibilmente fedele alla Novel di F. Miller.
Prima di tutto sottolineo, dato che non basta mai, la splendida fotografia di Larry Fong, che ha del mirabolante per eleganza, sontuosità e perfezione, nonché sorprendente gestione del colore. Chapeau, ricordando che Fong è anche autore della fotografia di diverse puntate di Lost e di Hero di Zhang Yimou.
Il film non mi ha annoiata ed è volato via in un soffio. Certo, è un bel po’ retorico e assomiglia assai a tutto quel Fantasy o allo pseudo-storico che ci stiamo sorbendo negli ultimi anni, ma dal mio punto di vista resta comunque pertinente al suo ambito, a quello della Graphic Novel, senza molte altre pretese in più.
Per quanto riguarda i commenti di ordine socio-politico e tutto quello che si è detto accostando il film al contemporaneo, personalmente non sono d’accordo. A parte il rinvigorire i miei ricordi delle medie sugli spartani e l’illustrare bene certe tecniche di combattimento, a me è sembrata semplicemente una bella e sanguinaria storia sulla difesa della propria libertà e dei personali ideali, che non fa mai male. Il popolo di Serse arriva sì in Grecia con una posizione politica piuttosto originale e sofisticata, ma comunque in guerra, allo scopo di conquistare terre e spinto da una buona dose di fanatismo. Serse non è ovviamente in dialogo effettivo con le popolazioni indigene, ma desidera invece la loro completa sottomissione ed umiliazione, soprattutto in senso morale. La guerra è sempre guerra, è una dimensione folle, e i più coerenti restano forse gli spartani, pur nel loro essere profondamente intolleranti. Poi qui si parla di difesa, non d’attacco. Non si può certo ritenere sbagliata la difesa delle proprie terre, attuata sulle stesse (e non tramite bombardamenti aerei a distanza su quelle altrui). 300 mi è sembrato in sostanza un film sul mantenimento ad oltranza del libero arbitrio e in ogni senso anti-religioso (per questo ha tutta la mia stima), dato che è chiaro come a Leonida poco importi delle leggi divine e molto più di quelle civili ed umane, anche su quel versante che fa dell’uomo sempre e comunque un sanguinario. Il film mantiene di certo tutti gli accenti esagerati della storia, ma bisogna tenere presente che in buona parte è appunto ingigantito dalla fantasia di Miller e va benissimo così.
Unici veri nei, dal mio punto vista, restano la colonna sonora Heavy Metal che non c’entra nulla, forse usata per non consentire allo spettatore di confondere storia e fantasia e la voce terribile di Serse, un risibile doppiaggio italiano di Alessandro Rossi, che sinceramente si poteva evitare. Per il resto, gran bel film, non un capolavoro, ma senz’altro fatto bene, Cin City comunque resta sempre un gradino più su.

leda ha detto...

Scusate, di nuovo!! Sin city, ma perchè sbaglio sempre??!!